ORTA SAN GIULIO
UN PO' DI STORIA
Il documento più antico che cita il nome di Orta è un diploma di Ottone I in data 29 luglio 962, redatto “in villa quae dicitur Horta, prope lacu S.ti Iulii”, l’imperatore concede ai Canonici dell’isola vasti possedimenti nel Medio Novarese. . Il paese si è sviluppato sulle rive del lago come si rileva dal diploma. Il toponimo Orta potrebbe derivare dal termine celtico Hort villaggio. Nel Seicento il termine fu assimilato a quello di Ortus, cio+ giardino, da cui nacque lo stemma comunale che rappresenta un albero al centro di un giardino chiuso, Con la creazione nel 1219 dello Stato episcopale di San Giulio, immediatamente ne diventa la capitale, caratterizzandosi con un’architettura costituita da case medievali, alcune delle quali ancora in parte visibili. In origine lungo la strada che conduce alla parte alta del borgo, dove ora è sita la parrocchiale, correva un ruscello che sfociava in piazza, e al lato sinistro del corso d’acqua era posta il primo edificio sede del consiglio della Riviera (così era demoninato lo staterello). Ormai in cattive condizioni l’edificio fu abbattuto e sostituito con l’attuale palazzo di tipo pretorio edificato nel 1582 da mastri da muro luganesi (detto Palazzotto). Il grande sviluppo Urbanistico di Orta Avviene Nel Medioevo ma si sovrappongono Molte costruzioni 5 seicentesche Per poi cambiare alcuni dei quali sono importanti palazzi situati Sulla strada che conduce la Chiesa la strada tra la Chiesa la piazza e la Chiesa denominata La Motta affacciano su questo notevoli case alcuni dei quali esponenti di famiglie notabili Il mercato di Orta è documentato dal metà Duecento, ed era importante per molti tipi di commercio, in particolare quello dei bovini.
Lo sviluppo urbanistico ebbe notevole incremento tra Cinquecento e Seicento, epoca a cui risalgono le case dei notabili ortesi, dediti a professioni quali il notariato, o esercitanti professioni e commerci lucrosi, quali erano le attività bancarie, l’oreficeria, il campo dei tessili e delle lavorazioni delle pelli.
Anche l’attività di esercenti locande e osterie non va dimenticata, poiché verso Orta erano diretti molti pellegrini che visitavano per devozione la tomba di san Giulio e il Sacro Monte, e già a metà Settecento Orta è presente negli itinerari del Grand Tour. Questo tipo di viaggio portò ad Orta personaggi notevoli.
Il paese è dotato di molte opere d’arte che abbracciano circa 1500 anni di storia artistica, a cominciare dai reperti di tarsie marmoree della basilica di S. Giulio, alla pieve dell’Isola, insegne espressione del romanico, arricchito da un ambone in pietra nera databile ai primi anni del sec. XII, alle chiese ortesi ricche di dipinti e sculture, soprattutto d’epoca barocca e rococò, al complesso monumentale del Sacro Monte, patrimonio Unesco.
A metà Ottocento, con l’arrivo della strada provinciale da Novara e la costruzione del tronco che la collegava al centro di Orta, il basso Cusio, e naturalmente Orta, vide la costruzione di una serie di ville di vacanza volute dalla nobiltà e dalla borghesia piemontese e lombarda, che portarono lo stile eclettico. In quest’ottica va vista, ad esempio, la costruzione nel 1879 della moresca villa Pia, voluta dall’industriale cotoniero Benigno Crespi, che la dedico alla moglie.
